Alassio e l’emozione che suscita

Lasciata Albenga, procedendo sulla strada statale verso ovest, la tondeggiante sagoma verde dell’isola Gallinara sembra galleggiare sul mare con la prora puntata verso una meta che gli sguardi frettolosi ancora non riescono a scoprire.

Cinque minuti di interrogativa attesa e poi di colpo …. ecco Alassio!

 

Ed è sempre così, per tutti, anche per i visitatori abituali, è una sensazione unica, un’intuizione artistica, un moto dello spirito al quale nessuno è preparato e al quale nessuno si abitua.

Alassio oggi

Alassio è conosciuta soprattutto per la splendida striscia di sabbia che costituisce la spiaggia della Baia del Sole, per la lieve pendenza dei fondali e il mare limpido e cristallino. L’arenile, con la sua finissima sabbia grigio-bianca si estende per circa 4 km congiungendosi con il borgo marinaro della meravigliosa Laigueglia.

 

Ma Alassio non è solo spiaggia… Si può infatti proporre di ammirare i fiori comuni della nostra collina e le meraviglie della macchia mediterranea. Questa potrebbe essere un’alternativa altrettanto rilassante di un pomeriggio sotto l’ombrellone.

 

Nella città inoltre vi sono testimonianze storiche e artistiche che vale la pena di scoprire.

Storia e leggenda

La leggenda vuole che il toponimo Alassio derivi dal nome di Adelasia, figlia dell’imperatore Ottone I di Sassonia, che innamorata di uno scudiero di nome Aleramo decise di fuggire con lui. La coppia si sarebbe stabilita sulle colline di Alaxio, l’odierna Alassio, dando origine alla stirpe degli Aleramici.
Per la storia la fondazione di Alassio risalirebbe al X sec. quando, in prossimità della chiesetta di Sant’Anna ai Monti, sorse il primo nucleo di abitanti ed altri gruppi si stabilirono sulla collina retrostante, presso l’attuale borgata della Madonna delle Grazie dove si può ancora vedere uno dei più antichi stemmi di Alassio.

Nel sec. XI il dominio di Alassio diventò proprietà dei Padri Benedettini, provenienti dall’Isola Gallinara e in seguito il feudo venne annesso al comune di Albenga che amministrò Alassio fino al XVI sec.
Nel 1521, in seguito alle continue invasioni piratesche, furono costruite le prime mura di cinta da porre come difesa al nucleo abitativo.
Entrata a far parte della Repubblica di Genova, Alassio partecipò nel 1528 alla guerra contro la Francia. Nel 1540 divenne sede della podesteria e la Repubblica genovese incentivò gli scambi commerciali facendo del borgo marinaro alassino un importante centro commerciale. Partecipò anche alla battaglia di Lepanto del 1571 con un’intera flotta navale.
Nel 1625 entrò in possesso dei Savoia ma fu ben presto riconquistata dalla repubblica di Genova.
Nel 1797 Napoleone Bonaparte occupò il comune e, dopo la caduta della Repubblica di Genova, ne inglobò il territorio nella nuova repubblica Ligure annessa al I Impero francese.
Nel 1815 entrò a far parte del Regno di Sardegna, così come stabilito nel congresso di Vienna del 1814.
In questo periodo Alassio fu soprattutto un paese di pescatori ma, verso la fine del sec. XIX divenne un importante centro turistico e di soggiorno grazie ad una cospicua presenza di villeggianti di nazionalità inglese, tra i quali le famiglie degli Hanbury, dei Mac Murdo e degli Hamilton , che contribuirono allo sviluppo economico cittadino.
A memoria di questo periodo restano l’Hanbury Tennis Club, la Chiesa Anglicana, la Memorial Gallery Richard West (che costituisce anche il fondo librario inglese più importante in Italia dopo quello di Firenze) e numerose imponenti ville come Villa della Pergola, bellissime con il loro stile eclettico copiato dalle ville dell’aristocrazia inglese a Firenze.

Il 1936 segna l’anno del declino della presenza inglese ad Alassio ma ne inizia un’altra: quella della costante crescita economica, turistica e sociale della città.